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LE SALE “ROSSO CREMISI” DEGLI UFFIZI

Nuove sale rosso cremisi agli Uffizi di Firenze. Alle nove sale, inaugurate nel 2012 e dedicate al ‘500 Fiorentino, se ne sono aggiunte lo scorso anno sette dedicate alla pittura romana della prima metà del Cinquecento e alle opere di Correggio, Parmigianino, Giorgione, Tiziano, fino a Moroni e ai lombardi, che concludono la cosiddetta “infilata di ponente” al primo piano del prestigioso edificio del Vasari. Un nuovo passo verso la concretizzazione di un progetto che nasce nel lontano 1965 con il nome di “Grandi Uffizi”.
L’idea, fin da subito, era quella di estendere la Galleria a tutti i piani dell’edificio vasariano comprendendo le sale del piano nobile, occupate fino alla fine degli anni ’70 dall’Archivio di Stato di Firenze (che dal tempo di Firenze capitale occupava i due terzi dell’intero fabbricato), per estendere la superficie espositiva della Galleria prima limitata al solo secondo piano.

Nel corso degli anni, il progetto originario ha subito alcune modifiche anche a seguito di eventi che hanno segnato indelebilmente la storia dell’edificio e quella dell’intera città di Firenze, come l’alluvione del ’66 e l’attentato di Via dei Georgofili nel ’93. Nonostante questi drammatici eventi, il progetto è rimasto fedele al proposito di rendere sempre più coerente e funzionale il percorso espositivo e di tutelare e restaurare le strutture della antica fabbrica vasariana. Successivamente, negli anni ottanta,  sulla spinta di un nuovo turismo di massa che andava affermandosi nelle nostre città d’arte, il progetto viene aggiornato cambiando anche il nome: da “Grandi Uffizi” a “Nuovi Uffizi”, con ulteriori importanti modifiche apportate solo nell’ultimo decennio.

Un cantiere aperto in evoluzione

Un progetto in evoluzione che ha saputo mantenere il suo spirito originario nella valorizzazione degli spazi e delle opere esposte. I “Nuovi Uffizi” sono un cantiere sempre aperto, una sorta di unicum nel suo genere, in grado di garantire il proseguimento dei lavori e la continua fruibilità del museo ai migliaia di visitatori provenienti da ogni parte del mondo, nonché il normale svolgimento delle attività di esposizione ivi comprese le mostre temporanee.

Un’antica memoria

Dopo le "Sale blu", dedicate alla pittura straniera del '600 e del '700, le nuove sale sono state denominate “Sale rosse” , per il particolare colore delle quinte, che lo stesso dott. Antonio Natali, direttore del Museo, ha voluto e identificato riconoscendo in questo colore il “rosso cremisi” di antica memoria medicea, un colore intenso e “grave” tanto amato dai Medici.

La scelta funzionale delle quinte tecnologiche, che celano la parte impiantistica e contemporaneamente fanno da sfondo per i principali quadri esposti nelle sale, ha permesso di caratterizzare con il colore, questa parte dei Nuovi Uffizi.

La campionatura, creata per consentire una corretta identificazione del colore e dell’effetto decorativo desiderato dalla direzione dei lavori e del museo, è partita da scelte fatte all’interno dell’ampia gamma di rossi della collezione 4041 Colour Concept di Sikkens, con la realizzazione di numerosi campioni su pannelli con Alpha Tacto e con Velatura, affidata al laboratorio del colore Sikkens e alla realizzazione di campionature definitive eseguite direttamente sulle quinte in cantiere da parte dell’impresa FIS di Oppiano Verona, che ha eseguito anche il successivo lavoro di decorazione. Durante tutte le fasi della campionatura, Sikkens ha offerto la sua consulenza e assistenza tecnica attraverso i suoi professionisti che operano nell’area.

Questa fase ha consentito, la selezione di finiture in velatura, applicate in più mani su un fondo di tonalità più chiara (Alpha BL Grond), con un gradevole effetto di trasparenza e una quasi impercettibile trama dalle pennellate incrociate.

Il rosso mediceo fa ora da sfondo ai più importanti tesori e capolavori d’arte nazionali tra cui la Madonna del Cardellino di Raffaello, il Ritratto di Eleonora di Toledo con il figlio Giovanni del Bronzino e la Madonna delle Arpie di Andrea del Sarto, per definire, con la sua intensità, la “Pittura di Maniera” del ‘500 .

Referenze di progetto:
Progetto: Lavori di restauro architettonico e strutturale, adeguamento funzionale con realizzazione di impianti meccanici, elettrici e speciali del complesso monumentale degli Uffizi, Firenze, Italia
Proprietà:
Demanio dello Stato
Committente:
Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo - Soprintendenza per i beni architettonici, paesaggistici, storici, artistici ed etnoantropologici per le province di Firenze, Pistoia e Prato
R.U.P.
: Soprintendente Arch. Alessandra Marino
Arch. Paola Grifoni dal 2004 al 2009

Direttore dei Lavori
: Arch. Marinella Del Buono
Arch. Giorgio Pappagallo dal 2006 al 2010
Arch. Laura Baldini dal 2010 al 2012

Progettista: S.IN.TER. Srl, Firenze, Italia

Galleria immagini: 
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