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Villa Bardini si inserisce nella splendida cornice di Costa San Giorgio, collina la cui sommità domina la città di Firenze, accostandosi al Forte Belvedere chiuso dal Giardino di Boboli con ai piedi Palazzo Pitti. La Villa fu costruita nel 1641 su di una preesistenza di impianto medievale dall'architetto Gherardo Silvani e fu oggetto di successivi interventi di ampliamento nel corso dell'800 e, nei primi anni del ‘900. 

Villa Bardini

Il complesso, con sessanta stanze e saloni per un totale di 3800 metri quadri disposti su 4 livelli, ha in realtà origini trecentesche, nascendo da una semplice casa di campagna ampliata e ristrutturata nel XVII secolo dall’architetto Gherardo Silvani per Giovan Francesco Manadori prendendo così il nome di Villa Manadora e di Villa Belvedere, in virtù della stupefacente posizione panoramica di cui gode.

La proprietà passa nei secoli nelle mani di numerose famiglie arrivando, solo in epoca recente, alla famiglia Bardini che vi abitò per anni e da cui prende nome oggi l’intero complesso.

Alla morte dell’ultimo erede del noto antiquario Stefano Bardini, la proprietà viene donata alla città insieme alle sue collezioni.

La Villa dopo decenni di abbandono e degrado, è tornata al suo splendore grazie ad un restauro durato cinque anni che ha visto protagonista, la Fondazione Ente Cassa di Risparmio di Firenze a cui lo Stato ha dato in concessione l’intero complesso e che ne ha sostenuto gli interventi così come il restauro dello storico parco Bardini che la circonda.

Oggi la Villa è centro culturale, con la presenza della Fondazione Roberto Capucci noto stilista, del Museo di Pietro Annigoni pittore ed artista italiano vissuto agli inizi del ‘900, della Società Toscana di Orticultura e infine della stessa Fondazione Bardini e Peyron divenuta strumento operativo dell’Ente Cassa di Risparmio.

Nell’attento restauro della villa, le scelte si sono rivolte all’uso di materiali che riportassero all’originario splendore estetico con l’uso della calce con la morbidezza tipica della sua velatura, e nella scelta di colori con variazioni di tono diversificate per facciate di diverso orientamento per condizionare gli effetti che il sole stesso crea nella diversa angolazione di esposizione.

Le operazioni di ristrutturazione che hanno interessato la Villa sono state di tipo conservativo e hanno tenuto conto dei sette secoli di storia fiorentina raccontati dalle consistenti tracce monumentali rinvenute: i resti di una casa medievale, al di sotto dell’attuale sala convegni, i segni di una struttura tardo rinascimentale detta “casa del contadino”, attuale ristorante, il corpo seicentesco della Villa Belvedere, e quindi la sopraelevazione dell’edificio voluta all’inizio del ‘900 da Stefano Bardini.

Il restauro ha riportato all’antico splendore anche gli apparati ornamentali, privilegiando la fase ottocentesca con l’obiettivo di ridare unitarietà alle decorazioni presenti al pian terreno, quali ad esempio le cornici e i riquadri lungo le scale dell’ingresso di Costa S. Giorgio, gli stucchi e le riquadrature dipinte nella sala col caminetto, il pavimento in “terrazzo veneziano” ossia in mosaico di marmi gettati in opera, i capitelli e le basi delle colonne tuscaniche del porticato sul cortile del ristorante, e ancora una vera da pozzo in pietra arenaria che si trova nel medesimo porticato.”

 Villa Bardini

Referenze di Progetto

Committente: Fondazione Parchi Monumentali Bardini e Peyron
Coordinatore del progetto: Prof. Arch. Mario Lolli Ghetti
Consulente per il Restauro
: Dott. Arch. Maria Chiara Pozzana
Progettisti Direzione Lavori Architettonici e Coordinamento Generale:
Dott. Arch. Piero Castelfranco, Geom. Renato Vannucci, Sig. Paolo Giangrandi
Progettista e Direzione Lavori Strutturali:
Prof. Ing. Enrico Baroni
Impresa esecutrice:
Spagnoli Costruzioni S.P.A.
Responsabile di Cantiere:
Geom. Luciano Baiona

Ciclo Sikkens

Facciate esterne: Chalix color terre naturali
Interni
: Silgrund micro e Fondo Setaliet, Tex Acryl
Materiali in legno interno e esterno
: Fondo universale e Rubbol Satura, Fondo Universale e Rubbol DSA.
Sottotetto in legno
: Cetol Wattershutzfarbe, Cetol BL 31
Muratura perimetrale
: Alphaloxan Primer, Alphaloxan Farbe, Alpha Velature

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