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Quest’anno, grazie anche ad Expo e all’allestimento di un’affascinante mostra fotografica dal titolo “L’ultima cena dalla Bibbia al dipinto”, Sikkens  ha contribuito ad ultimare il restauro del chiostro del Bramante e del chiostrino, siglando così la rinascita di un luogo speciale, caro ai milanesi e luogo simbolo del genio di Leonardo.

Geografia del 400 lombardo

Il complesso di Santa Maria delle Grazie a Milano è famoso in tutto il mondo per il capolavoro vinciano de L’ultima Cena, raffigurato su una parete dell’antico refettorio dei frati domenicani, oggi Museo dello Stato. Attraversando però l’omonima piazza e Corso Magenta, non si può non ammirare la bellezza dell’architettura della Chiesa e del suo adiacente chiostro bramantesco.

Il complesso di Santa Maria delle Grazie è il monumento più visitato della città dopo il Duomo. Era quindi necessario intervenire urgentemente per evitare il suo ulteriore degrado, proprio in un’occasione di grande visibilità mondiale come Expo.
Il chiostro del Bramante, detto anche “delle rane” per la fontana posta al suo centro con 4 rane, fa parte del progetto unitario di trasformazione della basilica impostato da Bramante, del quale nel 2014 ricorrevano i 500 anni della morte, caratterizzato da un’architettura e da materiali tipici del Quattrocento lombardo. Una prima opera di consolidamento della chiesa e del chiostro fu realizzata a fine Ottocento dopo un lungo periodo di abbandono.

Lavori eseguiti

Nel 2008-2009 è stato condotto un intervento di messa in sicurezza delle superfici decorate, cotto, graffiti, elementi lapidei, intonaci e la manutenzione delle coperture interne del chiostro. L’attuale intervento di restauro è in continuità con il piano di interventi eseguiti in precedenza. L’intervento sulle pareti, volte e muretti del chiostro del Bramante e del chiostrino è consistito essenzialmente nel ripristino degli intonaci previa rimozione meccanica a spatola dell’intervento anni ’80 in fase di distacco e decoeso, consolidamento corticale degli intonaci di sottofondo recuperati, chiusura delle lacune profonde con visione del supporto murario, mediante stuccatura con malta da rinzaffo a base di calce naturale ed aggregati stabili, stuccature a livello e stesura di marmorino su tutte le superfici con prodotto a base di calce naturale ed infine esecuzione di leggere velature di accordo cromatico eseguite con pigmenti stabili. In corrispondenza dei sottarchi si è provveduto invece al discialbo delle superfici, con rimozione delle tinteggiature recenti soprammesse alle finiture del periodo di fine ‘800. Al di sotto di queste decorazioni sono stati rinvenuti piccoli frammenti della finitura degli inizi del ‘500 che sono stati lasciati visibili a testimonianza storica dell’intervento del Bramente a cui si debbono anche i meravigliosi graffiti o sgraffiati all’interno del quadriportico. Contestualmente si è provveduto al consolidamento corticale delle zone abrase della superficie, al consolidamento dei distacchi e degli spanciamenti mediante iniezioni di maltina a basso peso specifico e a debole reazione idraulica, alla pulitura della superficie dipinta dei sottarchi, alla stuccatura a livello in corrispondenza delle lacune e delle abrasioni profonde, al ritocco a velatura delle stuccature e delle abrasioni superficiali con pigmenti puri chimicamente stabili. L’intervento si è concluso sui manufatti in ferro e sul pavimento in cotto. 

Come nasce l’idea della mostra per Expo?

L’idea della mostra nasce nel giugno del 2014 in un incontro di tutti i centri culturali diocesani, per spiegare la tematica dell’expo “Nutrire il pianeta energia per la vita”, ma anche il documento della Santa Sede per il padiglione del Vaticano “Non di solo pane…” – Ci spiega Padre Paolo Venturelli - “Pensando a queste due frasi, mi è venuta l’idea di sviluppare la mostra, avendo tra l’altro l’opera di Leonardo dipinta nel nostro ex refettorio, e avendo nella sagrestia del Bramante delle scene bibliche dell’antico e nuovo testamento che iniziavano proprio con la creazione. Il concetto di “creazione” che si spiega anche nel fatto stesso che nutrire il pianeta vuol dire anche conservarlo, custodirlo … per chi crede, Dio ha affidato all’uomo la custodia dell’universo, per saperlo trattare e fruttificare, non deturparlo, violentarlo, sfruttarlo”..

Il chiostro bramantesco, luogo ideale per l’allestimento

Riflettendo sulla collocazione della mostra, abbiamo subito pensato al chiostro del Bramante come un luogo ideale per esporre la sequenza di pannelli fotografici. Il chiostro era un luogo che necessitava di un’opera di restauro e recupero importanti. Abbiamo così attivato tutti i canali possibili per avere il supporto tecnico per i lavori, e in Sikkens abbiamo trovato un interlocutore disponibile e attento ai temi del restauro storico, che ha offerto fin da subito la sua professionalità donando i prodotti necessari ai lavori di recupero del chiostro. Grazie alla collaborazione con l’architetto Alberto Artioli della Sovrintendenza, abbiamo definito e approvato la scelta del colore per il chiostro, in forte armonia con il contesto circostante e nel rispetto della storicità del luogo ”. La mostra, curata dalla dott.ssa Rosa Giorgi, rimarrà esposta fino al 31 ottobre ed è visibile a tutti gratuitamente.

Ancora una volta Sikkens è protagonista di un importante progetto di recupero storico-architettonico, e proprio nel cuore della città che ospita Expo. Anche questo rappresenta un modo innovativo di fare e diffondere cultura…

Per Sikkens è stato un importante lavoro di recupero storico-architettonico proprio nel cuore di Milano in uno dei siti più importanti e famosi della città. Poter restituire ai cittadini e ai visitatori di Expo un autentico gioiello della storia di Milano è stato per noi un motivo di orgoglio e di soddisfazione, che esula per un momento da quello che è il focus di una multinazionale come la nostra orientata al business. Abbiamo quindi donato con piacere i prodotti necessari per l’intervento oltre che fornire la nostra migliore assistenza tecnica in loco per supportare la realizzazione dell’intervento”. Racconta Roberto Meregalli Direttore Marketing AkzoNobel Deco Italia. “Un grande contributo va riconosciuto all’impresa di Francesco Battaglia di Seriate che ha eseguito i lavori con una precisione ed attenzione  massima ed al nostro distributore partner Service Color di Bergamo che ha fatto da piattaforma logistica oltre che segnalarci la preziosa opportunità.
Confermo in questa occasione che l’azienda anche per il futuro sarà sempre disponibile a valutare importanti interventi di ripristino e valorizzazione del nostro prestigioso (ed unico) patrimonio artistico ed architettonico Italiano
”.

Referenze di progetto:

Per i lavori di restauro:
- Federica Comes, Erminio Carella, Direzione lavori.
- Dott.ssa Paola Villa, Restauratrice e Curatrice del progetto di restauro.
- Francesco Battaglia, InteriorStyles, Seriate (BG)
- Villa Restauri, Milano
- C.ErreG.Costruzionisrl, Cologno al Serio (BG)
- Mario Betti, Bergamo. 
Mostra fotografica a cura di:
- Dott.ssa Rosa Giorgi, storica delle arti e curatrice della mostra fotografica “L’ultima cena dalla Bibbia al dipinto”.
- Foto di Luca Casonato

Galleria immagini: 
Chiostro del Bramante - Foto di Luca Casonato
Chiostro del Bramante - Foto di Luca Casonato
Chiostro del Bramante - Foto di Luca Casonato
Chiostro del Bramante - Foto di Luca Casonato
Chiostro del Bramante - Foto di Luca Casonato
Chiostro del Bramante - Foto di Luca Casonato
Chiostro del Bramante - Foto di Luca Casonato
Chiostro del Bramante - Foto di Luca Casonato
Chiostro del Bramante - Foto di Luca Casonato
Chiostro del Bramante - Foto di Luca Casonato
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