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L’home staging è l’arte di preparare la casa e renderla più accogliente per la vendita o l’affitto. Nasce negli Stati Uniti negli anni ’80 come strumento di vendita per la prima casa, mentre in Italia dobbiamo aspettare circa 20 anni (2008/2009) prima di vederlo affermato anche nel nostro paese.  
Che cosa è l’home staging oggi e come sta crescendo in Italia? Ne parliamo con Lisa Petersen, Arch. d’Interni/Stager.

 

A cosa si ispira l’home staging e che valore aggiunto offre per incentivare la vendita/affitto di una casa?
Con il cambiamento del mercato, oggi possiamo percepire lo staging come "tecnica per commercializzare uno spazio". Questo può significare vendere una casa, oppure vendere il tempo che un cliente passa dentro una casa. Da uno strumento inizialmente dedicato alle case in vendita e agli appartamenti campione, oggi lo staging si usa anche e soprattutto per gli affitti, per strutture micro-ricettive, e per spazi commerciali, tra cui ristoranti, bar, negozi e uffici. L’Home Staging è l’insieme delle tecniche scenografiche, usate anche nell’interior design, con l’obiettivo finale di commercializzare uno spazio. L’Home Staging, più che uno stile, è un approccio mentale. Tutti gli interventi sono studiati per attirare l’interesse immediatamente, sia tramite un annuncio immobiliare, sia tramite una vetrina. Home Staging significa Marketing Immobiliare in veste di design.

I princìpi che stanno alla base dello staging: riciclo e riuso di vecchi mobili, di oggettistica e di materiali, per creare degli ambienti ad alto impatto emotivo e visivo, ma a basso impatto sull’ambiente e sul portafoglio del cliente, quindi realizzati sempre con un costo contenuto. Nel caso della vendita, l’utilizzo degli spazi di un immobile può anche solo essere suggerito e non necessariamente definito.

Ambienti rinnovati ad alto impatto emotivo, quindi largo al colore?
Uno dei più grandi alleati dello stager è il colore, per una serie di motivi: prima di tutto perché il suo impatto emotivo e visivo è altissimo e in secondo luogo perché non c’è altro materiale o trattamento che offra una versatilità talmente varia. Con il colore si rinnovano interi ambienti della casa o solo una parte di essi, si evidenziano le geometrie valorizzando oggetti o particolari dell’abitazione rimasti in secondo piano. Inoltre, sono disponibili vernici e smalti eco-friendly, quindi a basso impatto ambientale e con un costo molto più contenuto.  La luminosità, l’ampiezza, la disposizione delle stanze, l’affaccio sono altri elementi da tenere in considerazione. L’Home Stager vede subito quali sono i punti cruciali, e spesso i rimedi sono semplici e poco costosi. Cambiare il posizionamento dei mobili, eliminare ciò che è superfluo, riorganizzare gli ambienti in modo ordinato, aggiungere un tappeto colorato, una tenda o un grande specchio possono davvero fare la differenza e rendere un’abitazione più gradevole.

Come consulente di home staging, quali sono le attività che vengono maggiormente richieste?
Occorre avere un occhio esperto, in grado di analizzare il vissuto della casa e individuare, con obiettività, i punti da cambiare per migliorarla e quindi venderla più velocemente. Una consulenza in Home Staging può includere:

  • il recupero e naturalmente riposizionamento dei mobili;
  • la fornitura di accessori di arredo;
  • la consulenza per il colore: la scelta della pittura, dei tappeti, dei mobili o dei piani di lavoro;
  • una lista di riparazioni, piccole migliorie e consigli per il ripristino della casa;
  • l’integrazione di elementi scenografici nella casa, al fine di renderla memorabile per chi sfoglia migliaia di annunci – questi elementi  spesso vengono realizzati attraverso l’utilizzo mirato del colore;
  • incarichi di ristrutturazione  per gli stager architetti che vengono richiamati dallo stesso proprietario per la nuova casa e/o dal nuovo proprietario per la casa esistente. Lo staging oggi funziona anche come trampolino di lancio per ottenere altri incarichi. 

Un’immagine parla più di mille parole. Ecco alcuni interventi che illustrano lo staging, e alcune delle tecniche tipicamente utilizzate.

1) In cucina non tutto è perduto!
Uno dei primi trucchi è migliorare le pareti della cucina ricoprendo le mattonelle con dello smalto colorato. E il gioco è fatto! Spesso il costo di una cucina nuova, mattonelle comprese, va oltre il budget del proprietario. Una soluzione, anche a lungo termine, è invece quella di smaltare le mattonelle esistenti, anche con un colore di forte impatto, come ad esempio il verde che vediamo nell’intervento qui sotto. Freschezza ed energia, con un feel naturale grazie ai nuovi mobili con ante effetto rovere.

Riprendendo il colore delle mattonelle negli accessori si ricrea un legame con le mattonelle stesse. Perché il colore serve anche a questo: fa da filo conduttore. Lo stager che si impegna nel riciclo di mobili esistenti, spesso si trova con pezzi unici, con cui creare un ambiente unico. Stili e materiali diversi – il risultato sarà eclettico, ma nonostante questo, piacevole. Il colore diventa la soluzione per creare un legame tra oggetti e stili altrimenti troppo diversi.

2) Stufi del solito ristorante?
In questa foto vediamo un intervento di risto-staging quasi interamente eseguito con il colore. Il progetto, sotto la guida di Staged Homes, è stato realizzato da due associate, Antonella Petrangeli e Rosita Simeoli. Il budget era estremamente ridotto, per questo si è optato per il riuso di tutte le sedie e di tutti i tavoli, trattandoli con uno smalto ad alta resistenza. Avendo eliminato tovaglie e stoffe, e in base alla giusta scelta dei colori, delle trame e degli abbinamenti con i nuovi accessori, si è ottenuto un aspetto fresco ed accogliente. Le righe sulla parete in fondo aiutano ad ampliare visivamente il locale.

Nel giro di 6 settimane, il proprietario ha triplicato il giro d’affari del ristorante. Perché lo staging significa questo: rilanciare un’attività, immobiliare o di altra impronta, attraverso degli interventi totalmente mirati. L’impronta commerciale è nascosta in ogni dettaglio, ed è quella che distingue i progetti di staging da altri interventi. Marketing degli spazi, al fine di rilanciare l’immobile stesso, o l’attività che si trova all’interno.

Per il ristorante, è stato scelto un giallo forte per far risaltare un tavolo di recupero, e due cornici fissate sulla parte verniciata con lo smalto effetto lavagna, per poter scrivere e cancellare il menù facilmente.

3) La cucina che non c’è.
A Torino invece, in occasione dell’ultima edizione di Paratissima, si è lavorato in una mansarda con il solo uso del colore, e con l’aggiunta di alcuni accessori, parte di cui recuperati dalla mansarda stessa. Sikkens ha messo a disposizione i suoi colori per rinnovare lo spazio. Risultati sorprendenti: l’agente immobiliare è riuscito ad affittare la mansarda in sole 24 ore! Le immagini non necessitano di ulteriori spiegazioni – in questo caso si è scelto di disegnare la cucina sulle pareti per mettere in evidenza gli spazi a disposizione e suggerirne la fruizione. Il budget per una cucina vera e propria in quel momento non c’era. E spesso, lo staging si presta semplicemente per proporre, senza imporre. In particolare quando si parla di vendita e affitti a lungo termine, è vantaggioso creare un ambiente poco personalizzato, che lasci carta bianca al futuro proprietario. Bisogna ricreare un ambiente studiato per stimolare l’immaginazione, non per bloccarla con qualcosa di completamente definito. Lo stager sa considerare l’impatto psicologico degli ambienti da lui studiati, come in questo caso, il suo più grande alleato, il colore. 


Galleria immagini: 
Crediti: 

LISA PETERSEN
Laureata in Architettura di Interni alla Londra Metropolitan University.

Precedentemente ha lavorato presso PRP Architects Ltd e Andrew Wright Interior Design a Londra. Fa parte di Staged Homes da febbraio 2011.

Lisa è berlinese ed è venuta a conoscenza di home staging durante gli anni a Londra dove ha realizzato un “marketing suite” per un progetto di alto pregio. Affiancando la sua attività presso lo studio di Staged Homes, insieme a Barbara Callegari e Rodolfo Pegan, ha fondato lo Studio associato di Home Staging, Callegari Petersen Pegan, nel 2012.

Nel 2014 si è specializzata in Vastu Green Building, a Iowa negli Stati Uniti, e sta seguendo un master in elettrobiologia per l’edilizia presso l’Istituto di Ricerca IGEF in Germania, impegnandosi di ridurre o eliminare l’elettrosmog dalle case che (ri-)progetta.






Cos'è l'Home Staging?
L’Home Staging in Italia ha iniziato a diffondersi nel 2008/2009, in primis attraverso l’Associazione Italiana Home Stager, Staged Homes, fondata da Amy Lentini, esperta immobiliare di New York. Amy Lentini ha importato questa tecnica direttamente dagli Stati Uniti, dove viene utilizzata già dagli anni 80. Nei suoi primi anni in Italia, lo staging, che nasce come “l’arte di preparare una casa per la vendita o per l’affitto”, ha fatto dei passi da gigante. Precisando, si è diffuso in tutte le regioni italiane, con ormai circa 250 stager professionisti accreditati da Staged Homes.

Lo staging offre una piattaforma sfruttabile da tanti professionisti, in primis architetti e designer, sulla quale integrare le loro passioni creative e altre competenze relative al design, che forse in questo periodo non possono essere esternate vista la situazione economica. Inoltre, permette loro di accedere ad una fetta di clienti precedentemente trascurati. 

Per svegliare lo stager che c’è in te, rivolgiti a info@stagedhomes.it.

Link utili

Guarda il video del progetto Progetto Staged Homes per il Ristorante "All'Antica Torretta" https://www.youtube.com/watch?v=W42PcFVAiKg

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