< Torna alla home
Licenza Creative Commons
Stampa l'articoloStampa l'articoloInvia via mailInvia via mail

Hasta la Boca!..”.

Sono ormai 5 anni che salgo sull’autobus (il ‘bondi’, in lunfardo dialetto della ‘mala porteña’1) e provo ad ingannare l’autista sulle mie origini. Niente. Puntualmente la risposta è una battuta sull’Italia: “Buongiorno!”, “Viva l’Italia!”, “Dove andiamo signorina?”....

Hasta la Boca.... sì, e poi c’è la ‘b’ che non si capisce se è una ‘v’ perché per loro sono esattamente identiche, in quanto a pronuncia.

In questo siamo molto diversi, ma sono davvero pochi i particolari che ci dividono. Il DNA è quello.

La Boca. Buenos Aires è La Boca, La Boca sono i colori delle case degli immigrati italiani.

Sono le case arlecchino che come la maschera veneta, hanno fatto di necessità virtù: hanno usato quello che avevano per proteggere, coprire e, soprattutto, comunicare, gridare la propria esistenza.

Eh sì, perché se la tavolozza disordinata fosse stata in mano ad una cultura diversa (svizzera? tedesca?) forse avremmo scale di colori ordinate, gradienti ‘mesciati’ con un preciso ordine alchemico, visivamente ordinate e forse pure un po’ noiose, e non questo emozionante disordine di sensazioni, dove è impossibile non viaggiare a naso all’insù.

La Boca racconta storie di gente venuta da lontano, come recita ‘Venimos de muy lejo’, opera collettiva del teatro di vicini di Catalinas Sur.2

I colori contrastanti sui materiali recuperati, dipingono nell’insieme inquadrature di un popolo che ha cercato di sopravvivere, disposto a tutto. Ma se lo sguardo si avvicina, sino ad evidenziare ad uno ad uno, i pannelli di ondulina, la chapa, che miracolosamente compone superfici continue, ecco allora che riconosci la storia del singolo e la narrazione si fa personale.

E’ incredibile come la distanza, la necessità e la caparbietà, abbiamo saputo scomporre famiglie e ricomporre identità con un oceano di distanza e congelarle poi, per decenni, come in un fermo immagine.

La Boca è una sonata chiassosa, un coacervo di persone e culture, frizzate in un istante.

Un rumore diffuso capillarmente a due soli colori, quando si tratta dello sport nazionale, che inonda implacabile le strade, i marciapiedi, le piazze.

Il blu ed il giallo, bandiera svedese sul mercantile in arrivo nel porto ad inizio secolo, han dato casualmente i colori e la divisa alla squadra del barrio, come ricordano i murales sulle facciate della Bombonera.3

I toni contrastanti, per necessità o elezione, individuano i ‘conventillos, agglomerati di materiale edile di risulta e di speranza, componendo intricate architetture che hanno fatto della natura effimera una certezza duratura. 

 

 

 


Colori che sono ormai solo quinte di scena nel Caminito, passaggio obbligato per i turisti, in una farsa di personaggi che negli anni hanno fatto gridare Argentina nel mondo, ove il querido Francisco, ha ormai soppiantato l’esaltato Maradona nell’affaccio della ‘esquina’ più famosa.4

 

 

 

Un barrio a colori dunque, vecchi e nuovi, tradizionalmente vivaci ed italiani, progressivamente 5peruviani, colombiani ed ecuadoregni, ma tutti sempre rigorosamente latini, o meglio, porteñi.

E non poteva mancare nel quartiere, che del colore ha fatto la propria identità nel mondo, una sede dove comporre professionalmente il pigmento, una sede che unisce abilità tradizionale, el filete porteño5, alla tecnica contemporanea…..facciano però attenzione gli avventori…attenzione all’uscita dei mezzi!

 

Articolo di Alessandra Chiti, Docente IED Torino

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
1 La boca del Riachuelo, è il punto in cui il fiume si versa nel Rio de La Plata. Diviene primo porto della nascente città nel XVII secolo, e dà il nome al quartiere popolato per lo più da immigrati genovesi. Da porto, deriva il nome porteño che per estensione individua ormai tutti gli abitanti di Buenos Aires, non sempre con accezione positiva da parte degli altri argentini ‘provinciali’.

Il Lunfardo è l’idioma ricco di parole italiane e dialettali (la farinata si chiama ‘fainà’ come a Genova) con alcune inversioni nella composizione, che ‘la mala’ utilizzava quale gergo segreto.

2 Il Grupo de Teatro di Catalina Sur, a La Boca, nasce come incontro di vicini che vedono nell’espressione artistica, la possibilità di migliorare la società partendo dalla vita di quartiere. L’esperimento sicuramente riesce se lo scorso anno hanno festeggiato 30 anni, con la realizzazione anche del loro primo film dall’opera loro più famosa ‘Venimos de muy lejos’, esportata in molte parti del mondo. www.catalinasur.com.ar

3 Il Club Atletico Boca Juniors, nasce lunedì 3 Aprile del 1903 dalla volontà di giovani immigrati italiani, genovesi e lucani; i colori della squadra, furono scelti aspettando la prima nave che sarebbe entrata in porto, che avrebbe battuto bandiera svedese.

4 Il Caminito nasce nel 1959 come strada museo, per diventare poi, una buona occasione di vendita di souvenirs per turisti. Conserva alcuni dei conventillos storici, diminuzione del termine convento, ad indicare il luogo dove si viveva insieme, in una sorta di babele linguistica ed etnica.

5‘El filete’, abbreviazione di fileteado, è la tecnica pittorica tipica del luogo, di disegnare, sottolineando con linee e decori che tracciano ombre e volute sia le lettere che i soggetti. Nata per motivi economici, è rivalutata e apprezzata nel tempo, tanto da essere ancora molto attuale nella vita quotidiana.

Galleria immagini: 
Sui balconi che animano el Caminito los muñecos (i pupazzi) dei personaggi più amati: Evita Peron, Gardel e Maradona.
La popolana si affaccia dalla finestra di un conventillo nel popolare Caminito
Il conventillo è composto da culture, anime e materiali diversi!
La riproduzione di Papa Francesco saluta i turisti dall’alto del conventillo che apre il Caminito.
Un rivenditore dei prodotti Sikkens in pieno quartiere La Boca.
Un rivenditore dei prodotti Sikkens in pieno quartiere La Boca.
L’autrice con la più celebre Mafalda
Articolo precedente Articolo successivo