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TESTO di Jim Wake, tratto da A magazine n.15

In certi casi le nostre decisioni possono essere guidate perfino dalle influenze più improbabili, ad esempio la recessione.

Quale è il colore della crisi? Stiamo giungendo al termine del quinto anno di una crisi che è stata profonda quasi quanto la Grande Depressione. Ma la moda e il design non sono mai vittime di un profondo stallo solo perché i tempi sono difficili. Infatti, quando le situazioni si fanno complicate, tendiamo a rispecchiare lo stato dell'economia tramite i vestiti che indossiamo, i colori con cui verniciamo le nostre abitazioni e perfino le forme degli oggetti che conserviamo con maggior cura.

Trovandosi a scrivere un pezzo dopo appena sei settimane dal collasso di Lehman Brothers nel 2008, la fashion editor Jess Cartner-Morley del britannico The Guardian sottolineava come, durante la Grande Depressione, “la riduzione della spesa fosse associata ad un nuovo atteggiamento più minimalista”. E aggiungeva ancora: "Il rapporto tra moda ed economia non è per nulla facile. Un cambiamento nelle sorti dell'economia può sicuramente esercitare una forza vettoriale, ma in direzioni opposte".

Secondo una acuta osservatrice di AkzoNobel, vi è una evidente dicotomia nel modo in cui le persone hanno risposto alla crisi negli ultimi cinque anni.

“Le principali reazioni possono essere suddivise in due tipi", afferma Stephie Sijssens, global trend & color design manager presso il Design Center della filiale Specialty Finishes di Akzo Nobel. “La prima dimostra che le persone sono diventate più conservative e attente. Mentre l'altra è caratterizzata da un certo escapismo: le persone prediligono colori allegri che esprimano la propria personalità, una sorta di fuga dalla realtà". Prosegue: “In tempi di crisi, molte persone vogliono riappropriarsi delle abitudini passate. Le persone tendono a ritornare a tonalità neutre. Si può quindi parlare di minimalismo, ricerca dell'essenziale, ma anche di certezze. Notiamo che questo linguaggio del design si rispecchia nei prodotti e nell'architettura, dove risulta chiaro che i designer si chiedono: 'Quale è l'essenza di una forma e di un oggetto? Come trasformare l'oggetto senza perderne l'essenza?'"

Davanti a tali incertezze economiche e misure di austerità emerge, evidentemente, una tendenza alla riduzione. Si effettuano tagli, si ripensano le relazioni con il mondo, si riflette su cosa sia effettivamente necessario o superfluo. Ma emerge in contemporanea un maggior apprezzamento della "bellezza naturale e delle emozioni vere, quelle che arrivano dal profondo del cuore". L'atteggiamento che si cela dietro questo ritorno al bello riguarda persone che vogliono circondarsi di cose belle, ormai stanche dello stress e delle brutture dell'economia e dei subbugli politici.

Per i designer, la sfida consiste sempre più nell'infondere qualcosa di nuovo in palette più conservative, accorte, minimaliste. “Nessuno vuole più ripetere quanto già fatto negli ultimi cinque anni", afferma Sijssens. “La tendenza è quindi quella di reinventare soluzioni più classiche e neutrali, con un’ attenzione è particolarmente rivolta ai dettagli e alle consistenze. Giochiamo con le pigmentazioni, aggiungiamo piccole sfumature oppure tocchi di colore a tonalità neutre. Ad esempio, un tipico asciugacapelli nero può risultare ordinario se visto da lontano ma, se preso in mano, quasi rivela una seconda dimensione, lasciando intravedere sotto la superficie un secondo colore in modo molto delicato ed elegante. Quasi vi fosse una bellezza nascosta sotto un colore neutro".

Le persone cercano un nuovo modo di esprimersi

La reazione uguale e contraria ai tempi duri è la rottura delle barriere e il superamento dei confini. Piuttosto che la rassegnazione e la rinuncia, alcuni affermano: “Che se ne vadano tutti al diavolo! Carpe diem!”, e agiscono a causa dell'esasperazione con una esuberanza che cela circostanze difficili.

Quasi a voler dire: ‘OK, la crisi è un dato di fatto, ma perché non creare un luogo più sereno e solare nel quale la personalità abbia la giusta importanza? Possiamo utilizzare espressioni e colori luminosi’”.

In ogni elemento, dagli abiti agli accessori elettronici, le persone ricercano un qualcosa che ne rispecchi il carattere. Spesso accade che non vi siano molte possibilità di scelta quando si acquista un computer o un componente di uno strumento elettronico. Pur con alcune considerevoli eccezioni, i produttori pongono una maggiore enfasi sulla tecnologia rispetto al design. Ma davanti agli accessori, le persone letteralmente "impazziscono", cercando in ogni modo che essi rispecchino le personalità degli acquirenti.

Specialty Finishes di AkzoNobel è uno tra i principali player nel mercato dell'elettronica di consumo, fornendo rivestimenti ad alcuni dei più importanti marchi al mondo di computer, impianti audio-video, telecomunicazioni. “Sperimentare le pigmentazioni su questi oggetti è davvero divertente! Per noi, è un modo di essere creativi e utilizzare le pigmentazioni e i colori che abbiamo a disposizione. A volte quasi ci arrischiamo in vere e proprie pazzie, combinando colori che probabilmente non verrebbero mai accostanti in altre circostanze, oltre poi a ricombinarli con altri motivi e fantasie. Tutto è possibile!”.

Ripetiamo quindi la domanda: quale è il colore della crisi? Pantone, società internazionale nella produzione di colori, ha nominato il verde smeraldo come colore dell'anno. Apple, che ha più o meno inventato l'idea che l'elettronica di consumo non debba essere nera, beige o bianca, offre i suoi ultimi iPods in colori ridondanti ed extra-saturi che si allontanano con intelligenza e gradualmente dal mainstream, senza risultare appariscenti. Allo stesso tempo Nokia ha invece scommesso su avventure più arrischiate negli ultimi tempi. Per caso, il colore della stessa AkzoNobel per l'anno 2013 è l'indaco notte, una profonda e intensa sfumatura di blu (il colore 2012 era il rosa terracotta).

Per ritornare alla già citata Jess Cartner-Morley, pare che un certo Madder Carmine, noto a tutti come borgogna, fosse particolarmente in auge durante la Fashion Week a New York di alcuni mesi fa. Un altro noto esponente del mondo della moda ha sintetizzato l'attuale sensibilità sui colori con un piacevole senso ironico: "500 sfumature di grigio".

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