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Di Valeria Francalancia

Un ragazzino di spalle, in punta di piedi su una scaletta di fortuna, gomiti poggiati come su un davanzale per guardare dentro la casa, proprio lì dove la finestra non c'è, attira l'attenzione di quanti percorrono Viale Tormarancia: le macchine si fermano e alcuni entrano al civico 63 accanto alla bottega di un fruttivendolo.

Anche noi siamo entrati, catturati da questa figura surreale che impegna tutta la facciata della casa. Una trovata pubblicitaria?

 

Un ragazzino qualunque? No, è molto di più, in una casa che ora non sarà più la stessa.

Sotto alla scaletta sullo zoccolo ancora un po' sporco, otto matitone colorate buttate lì a caso, sembrano dare il via all'operazione pittorica che all'interno del lotto ci ha sorpreso ed emozionato: 20 artisti cosiddetti "di strada" tra i più importanti di tutto il mondo hanno dipinto 20 murales dialogando con gli abitanti del luogo.

Vera arte partecipata!

Abbiamo passeggiato nel piccolo quartiere, tra quelle case, stupiti di come l'impatto col colore e la varietà dei soggetti abbia incluso le finestre come  valori aggiunti a mediare tra fantasia e realtà.  

Tra i visitatori molti erano gli inquilini, usciti di casa anche per mostrarsi orgogliosi e grati della rigenerazione del loro spazio abitativo. Ora ci auguriamo che questo piccolo parco privato offra un itinerario turistico in più a quanti credono che l'arte, oltre ad essere espressione culturale e sociale, ha anche un ruolo educativo speciale nel promuovere il bene collettivo. 

E' bello trovarsi in un museo gratis, a cielo aperto, tra balconcini con panni stesi, tendine di pizzo dietro i vetri, persiane socchiuse e finestre aperte.

Una donna affacciata ci guarda dall'alto: fa parte del dipinto. Un uomo sulla panchina alza gli occhi dal giornale e ci sorride, anche una mamma intenta a guardare il suo bimbo giocare sul prato si intrattiene a parlare con noi, mentre un'altra col passeggino percorre il camminamento selciato e scambia due parole con una vicina che rientra col carrello della spesa colmo.

Insomma un autentico piccolo mondo semplice e pieno di vita, essenziale come queste case squadrate costruite dall'ATER una accanto all'altra, prive di qualsiasi grazia architettonica, tutte uguali e che ora grazie a questi murales non solo nascondono l'incuria del tempo e degli uomini, ma sono diventate tutt'altro che anonime.

Alla base di ogni murales c'è una targa col nome dell'artista e il titolo dell'opera. 

Grazie alla Fondazione Roma che ha promosso questo progetto e grazie anche a tutti gli abitanti di quelle case che si sono impegnati a mantenere e custodire quanto è stato loro donato gratuitamente da tutti gli artisti e da Sikkens, marchio professionale che ha fornito i prodotti vernicianti. Andate a vederle, ne vale la pena.

 

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