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L’autosilo di quattro piani per 816 posti auto, progettato dallo Studio Valle Architetti Associati, è posto lungo il parco del fiume Piovego a Padova – in un’area particolarmente strategica di collegamento tra il centro storico della città e la parte più moderna verso la stazione ferroviaria. Integrata nel paesaggio verde con terrazzamenti che degradano verso il corso d'acqua, la realizzazione si affianca ad un edificio terziario, lungo e stretto, che definisce il fronte urbano del complesso con un portico commerciale sormontato da cinque piani di uffici e negozi. Qui si poneva una delle porte d'ingresso alla città storica, da nord lungo l'attuale via Gaspare Gozzi che oltrepassa il corso acqueo con un ponte, l'altra, a est, dove sorge il complesso progettato dallo Studio Valle, era in precedenza usata come area industriale (officine CLEDCA). L'area rappresenta una vera e propria "porta della città" dove s’incontrano centro storico, sviluppi recenti e paesaggio fluviale. L'autosilo costituisce il principale parcheggio cittadino per chi si dirige al centro storico di Padova giungendo dalle autostrade, l'edificio terziario si pone come quinta urbana che scherma l'impatto dell'infrastruttura e cerca di regolarizzare i fronti stradali della disordinata città recente.

Il processo che ha impegnato lo Studio Valle nella progettazione dell'area ex-CLEDCA ha uno sviluppo ventennale con interessanti varianti che approfondiscono e modificano il tema dell'impatto dell'infrastruttura del parcheggio multipiano inserita nell'ambiente della città storica. Il tutto è visto nel contesto della progettazione "per parti" di una serie di aree della città recente così come prefigurate nei "Piani Guida" redatti da Gino Valle per il Comune di Padova tra la fine degli anni '80 e il 1994 come varianti al Piano Regolatore Generale.

Il compito di collocare un'infrastruttura come un autosilo in un punto paesaggistico come il lungofiume Piovego fu affrontato da Gino Valle nel primo Piano Guida del 1991 e successive modifiche, fino alla messa punto del progetto finale che venne poi realizzato e completato lo scorso anno.

Negli sviluppi dell'ultimo progetto, vengono accentuati i caratteri dei due fabbricati, estremizzando la differenza tra l'edificio urbano stereometrico e l'infrastruttura tutta giocata sulle forme curvilinee. L'edificio terziario è cresciuto di un livello con un profilo inclinato in copertura. Il suo volume è nettamente distinto da un basamento a pilastri che segna il lungo portico con negozi su Via Gozzi. I piani superiori a uffici, anch'essi rivestiti con una parete ventilata di pietra grigio chiaro (Granitello di Aurisina), sono segnati da finestre puntiformi e dal dinamico profilo del tetto inclinato. L'edificio ha piani a uffici progressivamente terrazzati a sud serviti da un gruppo ascensori e due punti scala. Esso vuole apparire come una "casa urbana" con portici e finestre, la quale è stata stirata in lunghezza e deformata in alzato per slanciarsi verso l'aggetto a nord.

Il volume del parcheggio, completamente diverso, segnato dai terrazzamenti e dai tagli orizzontali dei piani con grigliato metallico, vuole apparire invece come un "non-edificio" quasi fosse una serie di contrafforti di terra, di muri di contenimento o una porzione d'infrastruttura curvilinea non finita perché mai visibile nella sua interezza.

L’autosilo è stato lasciato in cemento a vista  tinteggiato con Alphaloxan flex una pittura acril silossanica elastomerica color rosso C3 42 36  caratterizzata da buona flessibilità anche a basse temperature, di aspetto satinato e da una buona protezione contro la crescita di alghe e muffe.

Il complesso costruito nell'area ex-CLEDCA non è afferrabile nella sua complessità senza comprendere le successive modifiche a cui è stato sottoposto il progetto. Nella polarizzazione tra edificio terziario e l' "orografia artificiale" dell'autosilo, esso racchiude il desiderio di far interagire continuità urbana e apertura paesaggistica, dimensione pedonale e la nuova scala territoriale dell'infrastruttura automobilistica. Il tutto senza negare le differenze ma, anzi, contrapponendole dialetticamente in un inedito "pezzo di città".

Referenze di Progetto

Superficie: parcheggio 24.214 mq, uffici 2.782 mq, commerciale 515 mq
Progettazione architettonica preliminare, definitiva, esecutiva e direzione artistica: Studio Valle Architetti Associati, Udine e Milano: Gino Valle (1991-2001), Pietro Valle (1999-2011) con Walter Vidale, Ugo Tranquillini, Roland Henning, Marco Carnelutti e Robert Zizzutto
Progettazione strutturale: Studio d'Ingegneria Pizzocchero, Padova
Progettazione impiantistica:Studio Bonsembiante, Padova

Committente: Immobiliare Zabarella
Impresa costruttrice: Cavagnis Costruzioni, Padova 
Inizio e fine lavori: 2007-2011 
Ciclo Sikkens di finitura per Autosilo: una mano di fondo Alpha grond in tinta per C3 42 36  e due mani di Alphaloxan flex tinta C3 42 36
Galleria immagini: 
Autosilo Padova
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Crediti: 

Fotografie di Veronica Croce

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